Vendor Rating: come trasformare un punteggio in una decisione di Procurement

Un fornitore consegna mediamente in 8 giorni. Un altro in 10.
Quale dei due è più affidabile?
Guardando soltanto la media, il primo sembra la scelta migliore. Ma immaginiamo che il suo lead time oscilli continuamente tra 4 e 15 giorni, mentre il secondo consegni quasi sempre tra 9 e 10 giorni. La risposta diventa meno scontata.
Per il Procurement, la prevedibilità può avere più valore di una media apparentemente migliore.

È uno dei motivi per cui il Vendor Rating non dovrebbe essere considerato una “pagella” periodica dei fornitori. Il punteggio sintetizza una performance, ma da solo non racconta:
cosa è successo nel tempo
le criticità ripetute
il miglioramento di un supplier
La domanda più utile diventa quindi un’altra: tra sei mesi o due anni, avremo ancora le informazioni necessarie per capire quali fornitori hanno garantito continuità, qualità, puntualità e conformità?
Infatti senza uno storico strutturato, ogni nuova valutazione rischia di richiedere una ricostruzione da zero delle informazioni.
Oltre il voto: cosa racconta davvero il Vendor Rating
Due fornitori possono avere lo stesso rating e percorsi opposti: uno stabile nel tempo, l’altro in progressivo peggioramento.
Per questo il dato corrente ha valore solo se possiamo ricostruire:
Il Vendor Rating diventa così Supplier Performance Management: non fotografa soltanto una performance, ne conserva l’evoluzione e la rende utilizzabile nelle decisioni successive.
KPI fornitori: cosa misurare davvero?
Non esiste una scorecard valida per qualsiasi supplier. KPI e pesi devono riflettere la categoria merceologica, la criticità della fornitura e il rischio che una performance negativa genera sul business.
Valutare meglio non significa avere più KPI, ma scegliere quelli che anticipano una perdita di affidabilità del fornitore.
Dall’evento operativo alla memoria del fornitore
Un modello efficace può combinare informazioni quantitative e valutazioni qualitative.
Online Procurement combina KPI collegati agli eventi del processo e valutazioni qualitative tramite checklist e questionari. Indicatori e macro-indicatori possono avere pesi differenti in funzione del modello scelto dall’azienda.
Il rating può così aggiornarsi durante la relazione con il supplier, evitando che la valutazione diventi un’attività scollegata dal resto del procurement.
Dove lo storico fa la differenza nelle decisioni di Procurement
Immaginiamo che un buyer debba selezionare i fornitori da invitare a una nuova RDO. Due operatori rispettano i requisiti richiesti e possono offrire condizioni comparabili.
A quel punto conoscere soltanto il loro rating corrente può non essere sufficiente.
Online Procurement conserva lo storico dei singoli KPI e delle valutazioni e consente di utilizzare anche una soglia minima di rating nella selezione dei fornitori da invitare.
In questo modo, la conoscenza maturata durante un contratto rimane disponibile quando bisogna decidere di nuovo.
Dal Vendor Rating alla governance dei fornitori
Online Procurement centralizza KPI, valutazioni e storico delle performance nello stesso processo digitale, collegandoli alla qualifica e alle successive attività di sourcing.
In questo modo il Vendor Rating non rimane una scorecard da consultare periodicamente, ma diventa uno strumento operativo per monitorare i supplier e utilizzare la loro performance nelle decisioni successive.





