Banche e assicurazioni: perché la gestione dei fornitori è un tema di compliance

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Nel settore finanziario il controllo dei fornitori di servizi è innanzitutto un obbligo normativo. Molte aziende dispongono già di ERP evoluti, ma si tratta di sistemi pensati per gestire contratti e ordini, non per verificare licenze, monitorare le scadenze principali o accertare che la documentazione sia aggiornata.

Quando queste attività vengono portate avanti con processi manuali e fuori dal sistema, il controllo si indebolisce:

❌ anagrafiche duplicate tra i vari uffici ❌ condizioni economiche incoerenti nel tempo ❌  difficoltà a ricostruire lo storico dei controlli

Il risultato è un processo che richiede tempo e sforzi, spesso anche da parte del personale interno, e che finisce per incidere sulla capacità di negoziare e di utilizzare in modo efficace la spesa totale. È qui che il tema diventa centrale per i reparti compliance e risk, soprattutto per CIO, responsabili procurement, risk manager e funzioni compliance.

DORA e fornitori ICT: le sfide della conformità normativa

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Quando un fornitore supporta servizi ICT o funzioni essenziali, il controllo non può fermarsi alla firma del contratto. La normativa DORA richiede un registro informativo aggiornato, clausole con diritti di audit, gestione della subfornitura e attenzione alla concentrazione del rischio sui fornitori ICT.

  • Per le banche, questo significa sapere non solo chi è il fornitore, ma anche quanto è critico e con quali presidi viene monitorato nel tempo.

Un caso concreto è quello di una banca che esternalizza un servizio cloud o una piattaforma di pagamento: se cambia una certificazione o un subfornitore, il team interno deve poter verificare subito impatti, responsabilità e continuità del servizio.

In uno scenario del genere non conta solo avere il contratto. Conta la capacità di dimostrare, in tempi brevi, che il controllo è stato esercitato lungo tutto il ciclo di vita del rapporto. È questo il salto richiesto da DORA: dal controllo statico al controllo continuo.

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ERP, email e scadenze: dove si perde il controllo sul fornitore

Nel banking e nell’insurance il problema non è solo avere un documento, ma sapere se è aggiornato, dove si trova e chi lo ha validato. Le attività ricorrenti sono sempre le stesse: richiesta documenti, caricamento nei sistemi, controllo delle scadenze, rinnovi, verifica delle clausole di audit e recupero delle evidenze quando arriva una richiesta interna o di vigilanza.

L’ERP resta il sistema di riferimento per le funzionalità base degli acquisti, ma presenta alcune carenze nella personalizzazione e nella flessibilità necessarie a ottimizzare l’intero processo di approvvigionamento.

La Banca d’Italia ha rilevato circa 10mila contratti ICT, quasi 4mila fornitori e 2,4 miliardi di euro di spesa annua, con il 40% concentrato sui primi 5 vendor e il 30% dei contratti che coinvolge dati ad alta sensibilità.

In un contesto del genere, basta un ritardo o un documento non allineato per trasformare un semplice adempimento in un rischio di terze parti concreto, perché un fornitore non correttamente monitorato può diventare un punto di esposizione per l’intero processo.

Portale fornitori nel financial services: tracciabilità su documenti e scadenze e più risparmio

Un portale dedicato ai fornitori cambia il modo in cui banche, assicurazioni e intermediari gestiscono qualifica, aggiornamento documentale e scadenze. Invece di rincorrere i fornitori per email o di recuperare file da cartelle condivise, il team può impostare un flusso in cui ogni fornitore carica i documenti richiesti, aggiorna i dati necessari e riceve notifiche automatiche prima delle scadenze.

Nel settore finanziario questo fa la differenza soprattutto quando entrano in gioco controlli su fornitori ICT, esternalizzazioni e verifiche di compliance. Se una certificazione scade, se manca un allegato o se un responsabile deve validare una nuova informazione, il dato non resta disperso tra caselle di posta e allegati: passa da un processo governato, con storico, approvazioni e tempi di risposta più rapidi.

Per Procurement, Compliance e Risk non è solo una semplificazione: è una base più solida per audit, ispezioni e vendor assessment.

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Come Online Procurement completa l’ERP in modo strategico

Online Procurement si inserisce come un alleato strategico tra l’ERP e la governance del fornitore.

Non sostituisce il sistema amministrativo, ma lo completa dove l’ERP non arriva:

✔️qualifica✔️ raccolta documentale✔️workflow approvativi✔️monitoraggio delle scadenze
✔️tracciabilità e conformità.

Per le organizzazioni finanziarie questo approccio è particolarmente utile perché consente di lavorare su un processo unico, con dati coerenti e evidenze sempre disponibili.

Non si tratta di digitalizzare gli acquisti in senso generico, ma di governare il rischio dei fornitori ICT critici con uno strumento allineato ai requisiti delle ultime normative.